TASSIAMO I DERIVATI ? MONTI : NO GRAZIE.

varanini avvocato tobin taxIl passato governo ha modificato  e addolcito la tassazione su gli acquisti di titoli  derivati che era prevista dal ddl stabilità. La  c.d. Tobin Tax su qusti prodotti finanziari sarà applicabile dal primo luglio 2013 e potrà arrivare fino a un massimo di 100 euro per i derivati non quotati sui mercati regolamentati ( acquisti Over the counter).

La Tobin Tax, così come sarà applicata nel nostro Paese, prevedera’  un prelievo dello 0,12 sulle transazioni svolte in un giorno (anche di fronte a minusvalenze e perdite). Nel caso di azioni negoziate in mercati non regolamentati, l’aliquota sarà dello 0,22%. Saranno esenti market maker e le transazioni in Borsa di azioni emesse da società con capitalizzazione inferiore a 500 milioni di euro.

Che, per capirsi, sono meno del 5% del listino. Per i sistemi di trading ad alta frequenza, l’emendamento introduce una tassa con un’aliquota dello 0,02 per cento.

Invece – e non si tratta di una sorpresa – sono esenti da prelievi quasi tutti gli strumenti derivati, i tanto odiati strutturati che hanno portato al crac Lehman nel 2008.

Eppure una tassazioen sarebeb stata necessaria vista la differenza tra i volumi e i flussi delle transazioni finanziarie secondo gli studi della Banca di italia , trai derivati e gli altri titoli azionari per il mercato italiano, è impressionante Cfr. http://www.bancaditalia.it/statistiche/stat_mon_cred_fin/stat_int_risk/stabol/2012/bollstat_III/bolstat_03_12.pdf ).

Dalla relazione su l mercato dei titoli mobilliari di Banca d ‘italia, emerge che  nel II trimestre del 2012 sono stati scambiati titoli obbligazionari e azioni ( bot cct azioni ordinarie) per 813.919 milioni di euro di cui 761.351 (da banche) 52.569 (da SIM) mentre le transazione su i derivati ammonterebbero a 2.056.633 milioni di euro di cui 1.985.924 da banche e 70.709 da sim (società intermediazione mobiliare) . il Gettito precisto con una tassa all’ 1% solo per i derivati sarebbe 20.566 milioni di euro.

Un vero blitz kriege. Un ordine del giorno approvato alla Camera La T.v.f..(la tassa sulle transazioni finanziarie)  avrebbe dovuto applicarsi proprio ad ogni transazione, compresi quegli strumenti derivati che riempiono le pance delle nostre banche. Ma , secondo il progetto illustrato dal governo in Senato nelle riunioni di questi giorni (l’ultima ieri sera), la Ttf va corretta proprio per escludere i derivati –(derivati cosa sono ? cfr. http://www.soldionline.it/guide/prodotti-finanziari/gli-strumenti-finanziari-derivati) con l’eccezione di quelli azionari, le briciole – e salvaguardare in generale le operazioni degli istituti di credito.

Le pressioni del mondo bancario, d’altronde, che s’è fatto forte anche dell’esplicito appoggio di Consob, sono state fortissime. Se, come sembra ormai inevitabile, passasse l’impostazione del governo, in sostanza rimarrebbero a pagare solo gli investitori privati (anche stranieri), mentre si raccoglierebbero le briciole da speculatori e banche: quello che interessa al governo, infatti, è che chi ha soldi da investire li metta sui titoli di stato (su cui non si paga la Tvf e l’aliquota è dimezzata) o al massimo sui bond emessi dagli istituti di credito (niente tassa anche lì). La tabella allegata all’emendamento del Governo sulla TTF presentato oggi in commissione Bilancio del Senato alla Legge di stabilità prevede infattri che  L’imposta sarà applicata:

“in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto”.

Ma il disegno di legge di stabilità 2013 (approvato nella riunione del c.d.m. del 9 ottobre 2012) all’art. 12, commi da 18 a 21, era abbastanza vago da poter permettere qualunque colpo di mano.

Secondo l’ADUC il testo del DDL (impropriamente detta) “Tobin Tax” era sicuramente positivo, perchè se fosse stata correttamente progettata, una tassa sulle transazioni finanziarie, avrebbe consentito , con un’aliquota ridottissima, minore dello 0,1% (le proposte più diffuse parlano dello 0,05%) di raggiungere il duplice obiettivo di ridurre il volume delle transazioni finanziarie speculative (intendendo qui, con questo termine, le operazioni finanziarie fatte con un’orizzonte temporale di breve o brevissimo periodo, senza voler dare nessuna connotazione negativa alla parola) e produrre un buon gettito fiscale che può essere utilizzato per ridurre la tassazione sul lavoro.” Affinché una tassa sulle transazioni finanziarie sia efficace deve avere tre caratteristiche: l’aliquota deve essere molto bassa,conseguentemente la base imponibile deve essere molto ampia ed infine non deve essere agevolmente eludibile attraverso transazioni fatte all’estero.

E’ chiaro che la presa di posizione del governo “italiano” mira ad incidere anche nel contesto europeo e forse internazionale, il 14 Dicembre scorso, il Presidente del Consiglio Monti disse che l’Italia aveva, a livello europeo, cambiato posizione riguardo la tassa sulle transazioni finanziarie.

Ebbene, attualmente, il disegno di legge prevede l’applicazione di un’imposta pari allo 0,05% sulle “azioni e altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato” e sulle “operazioni su strumenti finanziari derivati” sul valore del nozionale di riferimento. Le modalità di applicazione saranno stabilite da un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro 60 giorni dall’approvazione della legge. L’aliquota prevista dal governo è abbastanza adeguata per le azioni, ma penalizzante per i derivati (l’applicazione sul nozionale, infatti, è molto diverso dall’applicazione sul “mark-to-market”, un conto è l’applicazione dell’aliquota se il saldo si fa solo a fine giornata, includendo il solo risultato finale matematico, invece che un meccanismo che tassasse ogni transazione applicando matematicamente l’aliquota su ogni passaggio di denaro.

Ciò che è decisamente deludente, è la base imponibile. A parte l’esclusione di queste ore dei derivati non sono state incluse le valute, le obbligazioni e tutti gli altri strumenti non emessi da società residenti nel territorio dello Stato.

Sarebbe stato molto più utile prevedere un’aliquota anche molto più bassa, diciamo pari allo 0,01% ma includendo tutte le forme di transazioni finanziarie, a prescindere dalla tipologia. Vi è poi il problema dell’eludibilità della norma.

Il forte rischio è che l’Italia faccia da apripista europeo su questo genere d’imposta, ma lo faccia in maniera tecnicamente impropria, fungendo così da “scusa” per poter affermare che la tassa non funziona e affossando così definitivamente il progetto a livello Europeo.

Il problema della Tassazione DELLE OPERAZIONI SU I DERIVATI è la regolazione e la perequazione del mercato dei titoli e degli strumenti finanziari e quindi la democratizzazione della finanza.

In linea teorica il rapporto tra finanza e produzione è di 50 : 1.

E’ noto però che le cifre del PIL sono gonfiate con espedienti vari e sempre più “creativi”; inoltre, la percentuale di certi “servizi”, spesso più dannosi che inutili, continua a crescere mentre il parco tecnologico si restringe.

Anche le cifre sulle transazioni finanziarie che non vengono registrate (OTC), sono tutt’altro che attendibili.

Tante banche hanno finito per “partorire” degli hedge funds, dirette da loro “ex dipendenti”, a cui affidano le transazioni meno “ortodosse”.

Per restare comunque alle cifre ufficiali, una sola banca, la J.P. Morgan Chase, deteneva in data 30 settembre 2004 più di 43 miliardi di dollari in derivati, una cifra superiore al PIL mondiale e quattro volte il PIL degli USA.

In Europa invece si parla di TOBIN TAX.

La FTT (tassa sulle trasanzioni finanziari) è un’imposta con un tasso molto ridotto (tra lo 0,01% e lo 0,1%) da applicare su ogni compravendita di titoli e strumenti finanziari. Un’imposta sufficientemente piccola da non scoraggiare le “normali” operazioni di investimento realizzate sui mercati finanziari. Tale tassa non avrebbe effetti apprezzabili per chi opera sui mercati con un’ottica di lungo periodo: il tasso ipotizzato è nettamente inferiore alle commissioni annuali richieste dai gestori di fondi di investimento o fondi pensione.

E’ ben diversa la situazione per chi intende speculare .

E’ oggi possibile comprare e vendere strumenti finanziari centinaia, anche migliaia di volte in un giorno, 24 ore su 24, nella speranza di guadagnare su piccole oscillazioni dei prezzi degli stessi strumenti. Tali operazioni non hanno alcun legame con l’economia reale, ma aumentano l’instabilità e la volatilità dei mercati, con impatti potenzialmente devastanti per l’economia globale.

Realizzando 1.000 operazioni di compravendita sullo stesso titolo dovrei pagare la FTT 1.000 volte, il che renderebbe l’operazione speculativa economicamente sconveniente.

La FTT si applica a tutte le tipologie di strumenti e titoli, limitatamente ai mercati finanziari . per vedere gli sviluppi anche al parlamento europeo si veda http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/ebooks/volume_transazioni_finanziarie.pdf.

La cifra complessiva degli aggregati finanziari, la cui componente principale è quella delle operazioni in derivati, si stima intorno ai 2 milioni di miliardi di dollari. Nell’autunno 2004 la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea ha rilasciato una “Indagine triennale delle banche centrali sull’attività dei mercati dei cambi e dei derivati“, basata su dati dell’aprile 2004, che nuovamente conferma la bancarotta del sistema finanziario : In tre anni il volume quotidiano dei mercati dei cambi tradizionali è aumentato del 57% raggiungendo i 1.880 miliardi di dollari.Il volume delle transazioni OTC (non registrate) è aumentato del 112% raggiungendo 1.200 miliardi di dollari al giorno. Il 43 % di tutte queste transazioni non avviene tra banche ma tra hedge funds altamente instabili.Annualizzando queste cifre si ottiene un volume di 500 mila miliardi di transazioni forex e 300 mila miliardi di transazioni in derivati OTC. Inoltre, secondo l’ultimo rapporto trimestrale della BRI, il volume annuale dei derivati trattati in borsa ammonta a 1,2 milioni di miliardi. Con questo il totale delle operazioni speculative sui cambi e dei derivati arriva a 2 milioni di miliardi di dollari. Di contro il PIL mondiale si stima sui 41 mila miliardi di dollari.

CI sono moltissime campagne di think thank organizzate in modo da far pensare che la FTT blocchi il funzionamento dell’economia.

IL nostro Presidente del Consiglio appartiene a quella schiera di idee che vedono con disfavore la FTT.

La Borsa italiana e tutte le borse stanno cessando la loro funzione di strumento di raccolta di credito per le imprese e si stanno trasformando in riconversione in casa dei giochi per i traders on line – un terzo dei volumi e il 60-70% dei tickets – che verranno tassati solo per i saldi di fine giornata e non per singola transazione (e comunque troveranno il modo di aggirare la tassa). Saranno esenti, infine, i titoli di società sotto i 500 milioni di capitalizzazione, che però valgono solo il 5% degli scambi.

Soluzioni ? eliminare i partiti pro speculazione . il capitalismo può coesistere con diritti sociali e avere volto umano, dipende solo dalla volontà di arginare l’egoismo dei finanzieri.

Articolo tratto da claudio antonelli libero.it  http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1143626/Tobin-tax–l-eredita-di-Monti–stanga-chi-risparmia-e-salva-chi-specula.htmlmarco palombi il fatto on line http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/13/tobin-tax-e-soldi-a-mps-lultimo-regalo-del-governo-monti-alle-banche/444665/http://www.aduc.it/

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