RAZZISMO E POPULISMO IN EUROPA.

Capire e trattare la diffusione dell’ estremismo populista in Europa
da un articolo del Dott. Florian Hartleb – Fondazione Konrad Adenaue (www.kas.de) adattamento a cura di Emiliano Varanini.

<strong>”Il populismo è di per sé, un impreciso, nebuloso, concetto camaleontico, anche se tutti noi – persone normali ed esperti allo stesso modo – in qualche modo crediamo di sapere cosa significa”
Noieuropa vuole instaurare una discussione sul motivo del sorgere e il diffondersi di partiti populisti ed estremisti in Europa come oggetto di indagine.
Il sorgere “dei partiti populisti”
Alcuni nuovi partiti, il cui successo fa notizia in Europa – alcuni dei quali anche nel governo – sono classificati come “populisti”. Dall’inizio degli anni 1980, esiste questo nuovo tipo di partiti, più spesso definiti populisti di destra ma spesso aventi un ethos anti-establishment, un significato di protesta.
Essi hanno spesso un leader carismatico – che ha ripetutamente dato buoni risultati nelle elezioni nazionali, come hanno fatto in Francia, Austria, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera e Scandinavia.
Solo i paesi come la Gran Bretagna e la Germania hanno dimostrato di essere largamente immuni, anche se (o forse proprio perché) ci sono partiti di destra estrema. Un ulitmo Dato della politica di trasformazione, il populismo ha avuto un impatto in Europa orientale.

In Tutta l’Europa occidentale, questi sfidanti della destra populista sono spesso anche il simbolo di una islamofobia palese come il loro asso nella manica. L’esempio lampante, il carismatico olandese e e anti musulmano, Geert Wilders, che riesce ancora oggi a penzolare nel governo in posizione di minoranza.
Anche in Austria, il successore di Haider, Heinz-Christian Strache ha dominato la campagna elettorale di Vienna con il suo partito anti-islamico.
Lo slogan è crudo: “Daham statt Islam” (“La nostra non è a casa dell’Islam”).
In Svizzera, la Volkspartei ha svolto un ruolo chiave, attraverso il referendum nel novembre 2009, per l’abolizione della costruzione di minareti (di tutti gli acconti relativamente inviati e modesti in numero) banditi sotto la Costituzione svizzera.
Anche in Germania, una zona dichiarata libera dal populismo di destra, i commenti provocatori sulla politica di integrazione sembrano fare fiamme, come testimonia il grande successo del libro di Thilo Sarrazin e l’ampio dibattito che ha accompagnato.
I populisti di destra non sono in grado di elaborare tutte le idee per il futuro della Europa.
Questi guerrieri che rompono il tabù anti-establishment, non sono una forza a Bruxelles , e abbastanza insignificanti al Parlamento europeo, tanto più che spesso non riescono ad accordarsi tra di loro e non puntellano le formazioni transfrontaliere.
La mobilitazione anti-islamica è così , almeno sembra, il frutto apparente dell’idea di rendere l’europa una fortezza.
Le basi e i presupposti sociali del populismo.
Le opportunità da cui sono sorte queste, definiamole così, nuove politiche sub culturali, sono simili sotto certi aspetti.
Negli ultimi dieci anni, il pathos degli europei per l’ Europa occidentale è stato vacillante e ondivago.
Si parlava del partito social democratico in difficoltà , e del suo avversario tradizionale, i Cristiani Democratici, che sono in una situazione simile. In tutti i paesi dell’Europa occidentale, abbiamo assistito all’ instabilità dei sistemi di assicurazione sociale, ad uno scetticismo contro l’Unione europea e contro il suo allargamento, alla trascuratezza degli interessi nazionali.
Le ragioni della rapida ascesa di diverse parti sono piuttosto complessi : anti-modernismo, un senso diffuso di ansia per il futuro, paura di perdere il dato materiale e sociale. Le sue basi : la nostalgia romantica per una società in cui le persone sentono di comprendere tutto e di avere un controllo, una profonda perdita di fiducia nei politici, rafforzata dalla nascita di élite tecnocratica che detengono cariche nei partiti e nella sfera pubblica, una paura latente dell’ “altro”, una mancanza di dibattito sui valori, il mancato annuncio-delle grandi questioni del futuro, lo stato tabù di gravi problemi – tutti questi fattori hanno creato terreno fertile per i nuovi gruppi populisti.
Populismo ed estremismo
Il populismo e l’estremismo possono essere collegati, ma non lo sono necessariamente.
Il populismo di per sé non occupa una zona grigia democrazia tra e nell’estremismo.
Chiunque usi il populismo e l’estremismo come sinonimi sta facendo un errore, consapevolmente o no. Populismo non deve mostrare tendenze anti-democratiche o incostituzionali.
Simbolo del fenomeno è in realtà il pragmatismo. Questo può portare a volte a combinazioni di messaggi contraddittori. Difendendo lo stato liberale e le liberalizzazioni, Geert Wilders è stato in grado di impostare la sua particolare marca di nazionale popolulismo, a parte la xenofobia associata nei Paesi Bassi con l’estremismo di destra.
Il suo orientamento verso gli Stati Uniti e Israele ha fatto di Wilders un anticonformista tra la famiglia dei populisti nazionali, non proprio noti per il loro sentimento pro-americano o filo-israeliani.
I populisti di destra chiaramente esercitano un influsso culturale tematico nel SPHE-re, in particolare sulla politica dell’immigrazione.
La finzione coltivata dai movimenti populisti di destra è il modello di comunicazione usato contro gli immigrati.
Si mischiano le questioni culturali con i conflitti di valore.
Questo dà loro anche la possibilità di costruire la loro visibilità politica in modo che le questioni economiche e sociali non offrono più.
Fondamentali questioni sociali come l’aborto e la pari dignità di coppie dello stesso sesso sembrano essere stati risolti, almeno in Europa occidentale.
Alla luce delle difficili condizioni economiche, gli argomenti populisti contro l’immigrazione caduta su orecchie disposte ad ascoltarle in tutta Europa, interpretani i problemi fondamentali di assistenzialismo eccessivo come equazioni simplicistiche legate all’immigrazione.
L’Europa è vista come una sorta di “isola dei beati”, che può essere preservata solo proteggendo il suo popolo contro gli immigrati , contro le “culture aliene”.
I partiti populisti di destra non sono fascisti cioè portatori di un intento di erosione della democrazia.
Il pericolo più sottile di quello, si trova nella crisi dei partiti ordinari.
Sarebbe fin troppo facile per loro denunciare i loro sfidanti populisti come estremisti che minacciano la costituzione.
La domanda più comune in questo contesto è che i partiti socialdemocratici dovrebbero affinare il proprio profilo programmatico.
Tuttavia, alla luce dei processi di modernizzazione e di differenziazione della società si pone la questione se sia effettivamente possibile, data la varietà di opinioni politiche tra la popolazione, per presentare contenuti attraenti, ma distinti dal proprio ampio target elettorale.
Questo dilemma di base potrebbe voler dire che il populismo di destra ha ancora ampio margine in Europa.Redazione noieuropa. Emiliano Varanini.
Un VIDEO DELL’ALDE
VIdeo sulla conferenza su populismo ed estremismo in europa.

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