IL FUTURO DELL’EUROPA E IL FUTURO DEL PIANETA: DIECI DOMANDE SUL PROGRESSO SULL’URANIO SUL NUCLEARE E IL PETROLIO, SULLA POLITICA EUROPEA e un CONFRONTO CON GLI USA.

Cari amici ben tornati dalle vacanze.

Prima di ricominciare ad analizzare gli atti e le politiche dell’unione europea,  il blog NOIEUROPA  riparte e  riparte   con una riflessione generale :  quale  futuro politico dell’ Europa rispetto alla fine  certa del pianeta prevista oramai da quasi tutta la letteratura scientfica?

usa e europa

Appare chiaro  ( vedi di Report Rai tre –  puntate  l’inganno e l’eredità – il film  Silkwood- il film di Gore the uncomfortable truth)  che le conseguenze per il pianeta di uno sviluppo  basato sul petrolio e sul nucleare sono così gravi ,  che tutti i dati in possesso della letteratura scientifica d’elite  portano a  pensare ad una fine non probabile ma certa nei prossimi 40.50 anni .

Poiché si tratta del futuro di questo pianeta  interroghiamo  i nostri politici europei sul futuro  e  sul ruolo dell’Europa in merito alle scelte fin qui fatte i  lanciando   una riflessione…

Dove sono state ideate  queste scelte energetiche ed  economiche  ? A  fronte di quale consumi ? A fronte di quale tipo di società e di benessere sociale ?    ? E negli U.s.a?  Quali scelte gli U.s.a hanno adottato fino ad oggi ? Si può parlare  ancora  del  primato sociale ed  economico di quel sistema ?

Oggi questa riflessione appare più che mai utile  sopratutto perché, con la mondializzazione dell’economia  e l’aggravarsi dello stato di  salute del pianeta ,  gli U.s.a.   e gli  altri paesi stanno cambiando opinione .

In Francia  il Presidente Sarkozy ha istituito  una  Commissione per la misura delle performances  economiche e del “progresso sociale” , all’interno del nuovo centro studi OFCE guidato da Jean PAul Fitossi.

L’Europa dovrà invece dimostrarsi capace di liberarsi dei propri pregiudizi sul concetto di benessere ,  di   pregiudizi che hanno condizionato  le sue società liberali, un tempo  attratte dal benessere  degli u.s.a   e dell’idea ‘di mito  di  un  certo  di progresso economico e sociale ?

l’ Europa  dovrà essere capace di sviluppare una politica di salvezza morale di cambiamento  e capace di premere forte sull’opinione pubblica   mondiale.

NoiEuropa lancia la campagna  di rinnovamento ponendo a tutti gli europarlamentari queste domande :

1) Per quali risultati  e  per quali scopi  globali furono adottate  le scelte  politico- energetiche  negli u.s.a dal 1945 al 2008  ( prima dell’ elezione di Obama ) ?

2) Quali sono gli effetti ambientali delle scelte energetiche  effettuate dal 1945  ad oggi ?

3) Quali tecnologie  sono state adottate ? Quali contromisure per la sicurezza del  pianeta ?

4) In cosa risiede  il primato e il benessere generato dalla economia degli  U.s.A  ?

5) SI può definire morale il  sistema economico U.s.a  adottato fino al 2008  ?

6) Conosce il livello del  sistema scolastico primario e secondario begli usA ? e’ in grado di fare un paragone tra l’Europa e gli Usa?

7) Cosa rischia il pianeta oggi nel 2009 dopo soli 45 – 50 anni di quel progresso ?

8) Quali azioni può mettere in campo l’ Europa,  se non come forte soggetto politico, per risanare tutto ciò a livello mondiale ?  L’Europa può influenzare/aiutare  gli Usa ? Possono i due paesi diventare leader di un ‘economia liberale sana ?

8bis ) l’ Europa è   in grado di influenzare la politica mondiale e salvare il   futuro?

9) Quali compiti abbiamo come Europei di fronte a questo disastro  ? Come misurare da oggi il progresso economico e sociale di una nazione ?

10) Le politiche europee vanno in questa direzione  e il futuro Trattato di Lisbona cosa dice su questo punto  ?

10 domande che ispirano un  confronto tra   la nostra democrazia la nostra cultura europea con le scelte dominanti del secolo passato ma  sopratutto  utili per  capire   l’importanza, per il futuro ,  di un continente come l’Europa , il suo residuo ma non secondario potere di infleunza   della politica mondiale.

Mentre scriviamo   in Europa da un lato  gli euro scettici  di  Topolanek e  i ” Tories” inglesi,  e dall’altro  il gruppo  più federalista quello dell’adle – idv , discutono sulla natura della  forma giuridica dell’unione  , mentre gli altri partiti assemblano nelle loro file le più diverse  opinioni  insieme ad  una marea di dubbi e di pensieri indecisi tra un ‘Europa confederale , un Europa stato , un ‘europa quale  associazione di singoli di stati.

E’ evidente che qualsiasi di questi progetti  necessita di figure politche, adeguate , di crescita di un  dibattito politico e sopratuto di consenso tra la gente d’Europa, senza i quali sarà impossibile porre le architravi di un tetto solido.

Sarà l’Europa del Trattato di Lisbona una Confederazione liberale  capace di agire come forte   attore protagonista unita per  un cambiamento politico delle società liberali e della loro ‘idea del benessere ?

Oppure un ‘Europa frammentata tra gli stati , e dagli interessi dei singoli lobbisti economici lascerà  ad india , cina , corea del sud scelte capaci di continuare gli scempi fino ad oggi portati avani da falsi miraggi di benessere ?

A queste domande richiamiamo gli europarlamentari e  invitiamo  i lettori a leggere la breve analisi degli effetti e delle  origini delle scelte energetiche negli u.s.a  per riflettere su come  si è arrivati a questo punto.

Buona lettura Emiliano Varanini.

Liberaldemocrazie e il concetto di benessere. ( Da   da un articolo di S. Cecchi riadattato da Emiliano Varanini per NOIEUROPA).

Gli Stati Uniti di fatto hanno goduto di una sopravvalutazione del loro stile di vita e del giudizio sull’insieme  del loro benessere , un benessere raggiunto   più per la natura e per le condizioni di fatto  che per meriti e a saggezza del loro popolo.

Premesso che   oggi i cittadini u.s.a  hanno  saputo riflettere  ed  eleggere consapevolmente innanzi i  loro disastri di economia interna  un politico che si dice disposto al grande “CHANGE” come B. OBAMA (  ogni 7 secondi negli U.s.a. un cittadino sta perdendo  una casa ) da noi in italia,le trasmissioni di Beppe  Grillo  .”ve la do io l’america ”  e i  recentissimi film  di michael Moore hanno raccontato in modo evidente che quel modello di sviluppo è stato per anni travisato .

Qui in Europa per decenni  sono state fatte errate valutazioni  circa il concetto di benessere u.s.a   e ci si è lasciati andare all  ‘esaltazione del modello da  gran parte della opinione pubblica  europea.

Quasi automaticamente ingenerato nelle coscienze  senza valutazioni obiettive dei fatti presenti .

Oggi nel 2009 l’aria è cambiata ed è necessaria una fusione di nuovi intenti USA ed  EUROPA se si vuole SALVARE Il MONDO.

Le liberaldemocrazie hanno esigenza di un nuovo concetto di benessere economico e sociale  di consumo , di produzione .

Negli anni 1950 – 60 e 70 , nel mondo e in Europa , la spinta al consumo e alle  misconcezioni sul concetto di benessere sono state possibili anche grazie a gran parte della sub cultura filtrata da centinaia di  films ,  grazie  ai loro produttori padroni del mercato della distribuzione mondiale.

Per fare un esempio  films come Casablanca  hanno introdotto l’idea che le sigarette le fumava il vincente e quindi hanno spinto il commercio e il consumo di massa di sigarette , un commercio  che già negli Stati Uniti negli anni ’30 e 40 aveva  mietuto centinaia di migliaia di vittime per un Cancro ai polmoni.

Benchè le origini della sigaretta siano decisamente europee,  la produzione la propagazione e perciò il “business” internazionale su grande scala è prettamente americano.

Almeno 200 grandi star dell’età d’oro di Hollywood tra gli anni ‘30 e ‘40 arrotondavano gli ingaggi milionari dell’epoca con fuoribusta  generosamente offerte dai giganti del tabacco per farsi immortalare sul grande schermo con l’immancabile sigaretta.

Gary Cooper, Clark Gable, Joan Crawford, Spencer Tracy, Bob Hope, Henry Fonda erano solo alcuni dei nomi piu’ illustri della mecca del cinema che avevano accettato il patto scellerato.

Ciò emerge dai documenti segreti di alcune fra le più grandi industrie del settore, dall’American Tobacco, alla Reynolds, Liggett & Myers, pubblicati dalla rivista britannica Tobacco Control.

Tra le star “bionde-dipendenti” più note John Wayne che per contrappasso morì di cancro. .

Evidentemente la lezione data dall’ alcol non fu sufficiente; cosicché 50 anni di fumo industrializzato ed imposto in modo psico-coercitivo (in tutto il mondo) ha costretto la società a coprire spese sanitarie spropositate per tutti i mali derivanti dal fumo  :

-incremento del rischio dell’insorgenza di una serie di patologie che possono avere esito mortale per tutti i fumatori attivi e passivi, raggruppabili in tre sottospecie: cardiopatie, malattie respiratorie e comparse di masse tumorali: la quarta causa di morte nel mondo più civilizzato .

Il  carcinoma polmonare negli USA nel 2005 è considerato come il 13% di tutti i tumori, mentre in Italia è considerata la prima causa di morte per manifestazione tumorale, con 32.000 morti nel 2002.

Ma non solo,visto che esistono notizie correlate anche per il carcinoma endometriale soprattutto nelle donne in stato di post menopausa nonché per il carcinoma gastrico, infarto ,ictus, morbo di Buerger ,di Legg-Perthes e quant’altro .

Ma il problema  della produzione dei consumi e del benessere è legato a doppio filo con il tema della sanità .

Se si vuole parlare  di quella americana tutti sanno che la sanità crea deficc per  il 16% del PIL nazionale ed ancora non garantisce a 9,000,000 di statunitensi una copertura.

Le persone senza assistenza sanitaria negli USA sono la bellezza di 9 milioni (quasi il 3%) : un dato impensabile per una nazione che si rispetti. Ma anche questo non è un caso.

Alcune di queste “fortune ” sono  gli  effetti di scelte ponderate a favore di pochi e svantaggio di molti ma in generale da una certa impostazione “deregulated” dei sistemi sociali vecchia negli u.s.a di almeno un secolo.

Negli u.s.a agli inizi del secolo scorso  si incoraggiò la crescita di  profitti provenienti dalla produzione massiva di bevande alcoliche anche a scapito della salute di molti individui.

Una  situazione che   colpì fortemente la classe lavoratrice americana e  che  vessata dall’assenza di garanzie  cominciò ad usare l’alcol come rimedio alle sofferenze.

La società americana avvertì il problema del disagio sociale in ritardo,attraverso i movimenti puritani che si confrontavano con i malati dell’ alcolismo.

La qualità sociale e produttiva della nazione era stata compromessa ma soprattutto la sanità aumentava i suoi costi velocemente.

La produzione del “Bourbon”whisky americano originario nel Kentucky, fu legalizzata ed estesa su a tutti gli stati ; ad aggravare la situazione furono gli stereotipi cinematografici hollywoodiani(try again ,Sam) esportati in tutto il mondo che incoraggiarono l’uso dell’alcol al punto che finirono per diventare una moda elitaria.

Altro paradosso  sociale U.S.A. è la produzione e la vendita legale ed illegale di armi negli Stati uniti ,il tasso altissimo di criminalità e l’applicazione della pena di morte .

I dati parlano chiaro; Houston 2 milioni di abitanti 334 omicidi l’anno, Cleveland 500 mila abitanti 109 omicidi l’anno,in tutti gli USA la media supera i 10 omicidi per 100mila abitanti ( quasi 10 volte più che in Europa), ma pazzesco è questo dato: 3000 minorenni uccisi da armi da fuoco l’anno!

Per alcuni imprenditori questi dati sono riportati nella voce profitti e per le loro famiglie sono riportati nella voce benessere.

E’ vera emancipazione questa ? e’ benessere ?  Può un paese così definirsi liberale ?

Malgrado questi dati indecenti e moralmente inaccettabili per un paese emancipato, la “famosa” cinematografia americana produce per se`stessa e per il resto del mondo pappagallo, ancora una massa di films,serie e soaps che inducono esclusivamente all’uso della violenza.

Parlando poi dell’ industria alimentare: dagli estrogeni ai conservanti, dai fertilizzanti ai prodotti Mac Donald’s,la coca-cola nelle scuole,l’obesità il diabete tutti record made in USA tutti esempi da dimenticare.

A ben guardare se si analizza il loro benessere ….e i risultati delle loro scelte ( vedi da ultimo il fil m di Micheal Moore.) questo giudizio sul benessere deve essere rivisto …..

Abbiamo avuto quindi  negli U.S.A. una popolazione originaria composta da emigrati provenienti dell’elite del mondo ( gli europei dell’epoca )e  un territorio tra i più ricchi al mondo – numero uno  al mondo per alluminio,magnesio,ORO,zinco,piombo ed URANIO, secondo  in graduatoria per PETROLIO,metano CARBONE e rame – il che ha  costituito un trampolino di lancio unico per quella nazione  portandola all’avanguardia economica  ;  mai nessuna guerra, mai nessun disastro   a fronte di un ‘Europa frammentata – frastornata da ogni tipo di guerre  e divisioni.

Benessere garantito insomma, ma come ?

Gli  u.s.a. erano e in parte sono  talmente ricchi che poche generazioni sono bastate per raggiungere le vette economiche e poi addirittura politche  dopo  che la  saggezza militare e il sacrificio umano ( lo spirito di sacrificio delle generazioni degli ani 30 e 40 ) di migliaia di uomini espresso nel conflitto 1939 -1945,   ha permesso agli  u.s.a. di dominare  un territorio sconfinato (quasi oltre mezzo mondo ) .

Grazie    al sacrificio militare e fisico i vecchi hanno lasciato il testimone ai nuovi e prodotto così  le c.d. generazioni del benessere : quelle del consumo esagerato – del record di farmaci pro capite del  record di obesi u.s.a del credo assoluto e fermo nel p.il.  e quindi  l’immagine degli americani che ancora facciamo fatica a dimenticare  noi europei oggi ,perchè  condizionati culturalmente dal recente passato.

Salvo qualche paese lungimirante , ( olanda , svezia , finlandia e Germania ) gli altri hanno scimmiottato quel livello di benessere ammaliati da una ricchezza che non era loro propria e hanno impostato il mondo in quel modo convinti che quello fosse il modello unico da seguire.

Ma  oggi ? Chi si prende la responsabilità di dire abbiamo sbagliato ? tony -blair  che aspira  a diventare Presidente dell’unione  Europea ?

Senza assumere atteggiamenti da  talibani o da  anticapitalisti e’ chiaro  che queste scelte di “benessere””sono in grado di distruggere il mondo e come tali  vanno riviste  ,   proprio dagli usa sta  sorgendo   un  diverso pensiero   ed ora in Europa occorre dare una risposta.

-tratto da un articolo di sergio cecchi  “l’Amerika” e riadattato da emiliano .varanini per NOIEUROPA-

Gli effetti delle scelte energetiche negli usa. ( S. .Cecchi)

Il  petrolio

La politica delle energie basata sui combustibili derivanti dal petrolio è nata, gestita ed imposta al mondo,dalla politica americana con tutti i suoi pro ed i suoi tantissimi contro.

Grazie ai movimenti illuministici europei la tecnologia nostrana mise a disposizione prototipi di motori a combustione interna  (Barsanti,Matteucci,Diesel) e l’America che scopre il petrolio nel proprio territorio come fonte energetica  , lo industrializza in tutti i suoi settori.

Come se non bastasse, poiché nel corso dei decenni si vengono a scoprire giacimenti petroliferi anche nel medio-oriente, intorno agli anni quaranta gli Stati Uniti inducono alcuni popoli arabi a patti e condizioni bilaterali che segneranno il corso del nostro tempo.

A distanza di cento anni di questa politica il pianeta Terra è succube e manifesta caratteri di disastri ecologici epocali.

Intorno alla gestione dell’oro nero, perciò, un benessere temporaneo, poca lungimiranza ma soprattutto guerre ed inquinamento.

Proviamo a giudicare l’intelligenza del popolo americano da questi fatti materiali : strade immense di cemento (invenzione inglese Aspidin) ed asfalto (residuo del greggio), dieci corsie antiambientali per contenere mezzi inutilmente spropositati per dimensioni e consumo.

Emissioni tossiche dannose alla salute dei cittadini perlopiù ignari,una industria automobilistica fallimentare (GM)che, se salvata, finirà per costruire automobiline tipo Suzuki.

Ogni tipo di miglioramento intento a ridurre il problema delle emissioni nonché il risparmio energetico è stato promosso e pensato FUORI dagli USA.

I repubblicani delle lobbies petrolifere hanno sostenuto la famiglia Bush per 12 anni alla presidenza(con punte di solidarietà nazionale fino 80%) con conseguenze catastrofali per il pianeta difficilmente decifrabili.

I risultati sotto gli occhi di tutti sono: la mancata adesione ai parametri imposti a Kioto per l’ambiente(solo gli USA contro), rapporto armi/sicurezza civile con 10 omicidi per 100.000 abitanti, un debito pubblico di migliaia di miliardi di dollari, guerre sanguinose in aree strategiche,il più colossale attacco terroristico di tutti i tempi(11/9) e per finire, il top della “dark-economy”bancaria con un conseguente crash finanziario internazionale.

L’Uranio e il nucleare.

Nel 1934 un gruppo di studenti romani (i ragazzi di via panisperna) capitanati da un certo Enrico Fermi sperimentò la prima fissione nucleare ,che quattro anni più tardi trovò ufficiali conferme (sperimentali) nella Germania nazista.

La guerra mondiale costrinse molti scienziati a rifugiarsi negli Stati Uniti e Fermi Enrico fu uno di questi.

La fissione/fusione nucleare oltre ad attivare una politica militare nucleare statunitense, (rischiosissima per il pianeta basti pensare alla guerra fredda USA-URRS)  orientò la scienza americana alla creazione di fonti energetiche alternative intorno all’uso dell’ atomo.

La nascita delle centrali nucleari come sostegno energetico per l’industria e l’umanità è tutta made in USA.

Dopo i famosi discorsi di Lewis Strauss nel 1951  (energia a costo zero)  nasce la prima centrale atomica nell’ Idaho.

Dimentichiamo per un momento i morti caduti intorno a l’uso dell’atomo che sono tantissimi, a cominciare dallo stesso Fermi che è morto a 53 anni di cancro.

Dimentichiamo il fatto che questa scelta è stata fatta con estrema leggerezza , molta stupidità e pochissima lungimiranza.

Dimentichiamo, infine,che il tutto si è basato sulla certezza mineraria riferita al minerale uranio che in America è abbondante in natura.

Ricordiamoci soltanto dell’ eredità che sarà lasciata ai posteri dall’epoca radioattiva statunitense,ovvero esempi come Yucca mountain (Nevada)  e il “nuovo”Hanford-complex( Washington); in altre parole ricordiamoci solo delle SCORIE passate, presenti e future.

È un vero peccato che la maggior parte delle persone non abbia la minima idea di cosa sia un corpo radioattivo, che non ne avverta il pericolo e non lo sappia quantificarne le conseguenze ambientali e per la salute dell’uomo.

È altrettanto difficile fare percepire alle masse popolari le complessità tecniche e cautelative necessarie all’ottenimento di isotopi come il Deuterio (artificiale) o il Trizio,oppure all’arricchimento dell’ Uranio naturale per renderlo più instabile e perciò utilizzabile.

Anche il problema del “decadimento”della materia radioattiva non attecchisce granchè nel comprendonio dei comuni mortali .Naturalmente in tutti questi decenni l’ informazione capitalista ha risparmiato la diffusione dei rischi pratici e teorici.

Eppure casi gravissimi come Three Mile Island e Chernobyl oltre ad essere emblematici potevano fornire elementi di partenza utili a definire la gravità di questa scelta.

I casi di incidente da contaminazione sono MIGLIAIA ma per la maggior parte insabbiati (vedi film Silkwood).

Alcuni dati importanti, che generalmente non vengono affrontati mediaticamente, sono la demolizione degli impianti che è costosissima e dura mediamente da 30 a 150 anni ( in Europa più lentamente a causa della densità demografica), il trasporto e il deposito delle scorie radioattive solide e liquide che sarà l’ eredità permanente fortemente a rischio per l’ eternità.(decadenza media U238 circa 500.000 anni).

In caso di disagio economico strutturale dovuto a guerre o disastri di vario genere la tutela e il controllo di queste “eredità” sarà impossibile e le relative conseguenze imponderabili.

Ma siccome alla stupidità umana non c’è limite, in America 58.000 tonnellate di scorie radioattive, generate da 103 reattori, venivano sparse in centinaia di siti a rischio,ognuno documentato da i suoi bravi incidenti più o meno gravi e più o meno resi pubblici mediaticamente.

Il sito più famoso per stupidità è il deposito geologico di Yucca Mountain ad un centinaio di km da Las Vegas che, da quando è in funzione ha visto registrarsi 625 scosse di natura sismica.

Recentemente a Moab (Utah),durante le operazioni di estrazione di uranio,si sono accidentalmente contaminate le acque del bellissimo fiume Colorado (che attraversa 4 stati)il danno è inestimabile ma le operazioni di recupero e di spostamento dei residui costano (per ora)25 milioni di dollari e saranno ultimate nel 2017.

Il nuovo presidente Barrak Obama dopo la visita al Nuclear Reservation sulla foce (nota bene) del Columbia river in HANFORD si è messo le mani nei capelli.

Il complesso industriale spropositato per dimensioni , che ha realizzato la bellezza di 60.000 testate nucleari per gli armamenti e prodotto tonnellate di plutonio,sarà dichiarato monumento storico il giorno che avranno terminato di ripulire un ammasso di residui radioattivi pari a 200 milioni di litri di scorie liquide,2100 tonnellate scorie solide(rischio medio-alto) 11 tonnellate di plutonium(rischio altissimo) ed infine 25milioni di metri cubi di rottame, ubicati su una superficie fortemente contaminata.

A ridosso del centro di smaltimento è stata costruita la fabbrica di vetro più grande del mondo allo scopo di produrre contenitori adatti all’isolamento delle scorie liquide.

Il programma partito di fatto nel 1982 sarà completato nel 2020,ma guardando in faccia alla realtà sono in pochi a crederci.

La conclusione è che il programma Hanford costa ai cittadini americani circa 2 miliardi di dollari all’anno destinati ad aumentare.

La scelta dell’ energia atomica è un labirinto dove è facile entrare ma difficilissimo uscirne il tallone d`Achille di questo capitalismo basato sui consumi ed il benessere che ne deriva oltre ad essere breve di durata ed ingiusto nei principi, non risparmierà il pianeta da una morte sicura.”

(S.Cecchi )

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