ABOLITA LA LIBERTA’ DI STAMPA IN UNGHERIA. Prime reazioni dell’ALDE e dei VERDI.

Budapest 25 dicembre 2010 a cura di Emiliano Varanini.

Dal 1 ° gennaio l’ Ungheria avrà per la prima volta nella sua storia, la Presidenza di turno semestrale dell’Unione europea, cui ha aderito nel 2004.

Il guaio è che Budapest si siede sul seggio piu alto  delle istituzioni dopo che il Parlamento Ungherese ha approvato per 256 voti contro 87 la legge sui media.-

La legge prevede che tutti i media (stampa, audiovisivo e internet) siano sotto il controllo del primo ministro Viktor Orban, e quella del suo partito, al potere dal maggio. Ovvero sotto  la nuova Autorità Nazionale per le Comunicazioni e Media, i cui cinque membri, compreso il suo presidente Anna-Maria Szalai, chiamato per 9 anni, sono tutti iscritti al partito Fidesz.

Secondo la nuova legge l’Autorità può richiedere le informazioni di supporto  ritenute mancanti di “oggettività politica” e sanzionare con pene severe (da 89.000 a 700.000 euro) articoli o trasmissioni.

Dopodichè se il sanzionato vorrà rimettersi in regola dovrà andare  in tribunale, e in primo luogo o potrà pubblicare la rettifica o dovrà pagare la multa,  alta e tale da condannare a morte la maggior parte delle testate  dei quotidiani , economicamente fragili.

Tra gli altri poteri dell’autorità competente ci sono : esigere che i media presentino i loro articoli e trasmissioni prima della pubblicazione o trasmissione, avere un diritto di ricerca anche in assenza di reato,  richiedere che i giornalisti rivelino le loro fonti (sembra che tale obbligo è limitato a questioni di “sicurezza nazionale”). Insomma un colpo di Stato  meno cruento di quello del 1956 ma altrettanto liberticida, ma non guidato da comunisti ma dal partito populista e conservatore Fidesz.

L’Ungheria si appresta dunque a diventare  un paese che non è più una democrazia parlamentare classica, ma una democrazia autoritaria se non  già  una dittatura morbida. Ma l’Ungheria sta attraversando una grave crisi economica e finanziaria. L’agenzia Ficht ha declassato da BBB a BBB- il debito dell’Ungheria. Probabile l’arrivo di speculatori.

In breve, Viktor Orban distrugge semplicemente i valori fondamentali dell’Unione EUROPEA, la libertà di stampa, senza la quale non c’è democrazia. Dunja Mijatovic, il rappresentante OSCE per la libertà dei media, ha immediatamente denunciato l’attacco alla libertà di stampa “senza precedenti nelle democrazie europee”.

La Germania, per il momento, tutto sola, ha seguito la notizia e ha preso posizione: “L’Unione europea ha un nucleo di valori comuni che appartengono alla indipendenza e il pluralismo della stampa“, ha detto Markus Löning, il rappresentante per diritti umani.

A Bruxelles, le istituzioni dell’Unione europea rimangono silenti, per ora.

Solo Guy Verhofstadt, Presidente del liberal-democratici e il Parlamento, e Daniel Cohn-Bendit, presidente del gruppo Verde, ha risposto: “Il tempo della” Pravda “, è finita! Questa nuova legge è inaccettabile “.

Verhofstadt ha dichiarato : ”  Si tratta di “una stretta sorveglianza della stampa intollerabile per un paese membro dell’Unione Europea. Questa nuova legge chiaramente penale, è in totale contraddizione con il trattato europeo, la Carta dei diritti fondamentali e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo “, Cohn-Bendit è stata superata.

Il punto di Emiliano Varanini

Sono tempi difficili non  vi è dubbio per le democrazie. Quanto accaduto in Ungheria segue quanto starebbe per accadere Italia con l’approvazione della legge sulla libertà di stampa.

L’azione congiunta di molte lobbies mondiali, al lavoro per modificare l’assetto delle democrazie occidentali per ridurre i diritti civili e di libertà, sta cominciando a dare i suoi frutti. Essa trova terreno fertile, come sembra, in quelle nazioni dove l’esperienza della democrazia appare meno radicata. Tra le tante domande da farsi, una la trovo appropriata : ma l’Unione Europea, è capace di insegnare democrazia ai nuovi venuti ovvero sarà influenzata dalla minor resistenza alle oligarchie di questi paesi ?

Viktor Orban, in Ungheria non è al suo primo tentativo.

Legge dopo legge, approfittando della stragrande maggioranza ha ottenuto il permesso di riscrivere la Costituzione a proprio piacimento, soffocando  tutti coloro che possano  mettere in ombra, qualunque sia l’opposizione, la giustizia o la stampa, calpestati tutti i principi su cui si fonda l’Unione.

L’articolo 7 del trattato sull’Unione europea prevede che sia possibile, dopo una procedura un po ‘ingombrante,  notificare ad uno Stato membro a”rischio” di violare gravemente valori fondamentali dell’Unione e di “sospendere” i suoi diritti (diritto di voto, la Presidenza dell’Unione europea, ecc.) se la violazione è stabilita. Perché non cominciare con questa procedura contro Viktor Orban?

Se non arriverà una risposta forte l’Unione perderà  ogni legittimazione a dare lezioni di democrazia ai paesi candidati.

Da seguire attentamente gli sviluppi dei prossimi giorni.

Emiliano Varanini Noieuropa.

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