PARLAMENTO EUROPEO.Approvata risoluzione. “STOP RAZZISMO”.ADLE – IDV La bozza di risoluzione

a cura di Emiliano Varanini. BRUXELLES – 9 settembre 2010.

Oggi il  Parlamento Europeo ha spedito un messaggio chiaro ed  univoco  a tutto il mondo,  in particolar modo,  ai  governi degli stati membri ; ferma condanna al razzismo del governo di Sarkozy per le misure adottate di reimpatrio forzato di oltre 900 Rom, approvando una risoluzione in cui ha espresso “viva preoccupazione” per le misure adottate dalle autorità d’Oltralpe.

L’EuroParlamento è tornato dunque a far sentire la sua voce ed ha  fermamente condannato le misure adottate dal governo Francese nei confronti delle minoranze ROma,  dopo la presentazione di una bozza di risoluzione appoggiata e redatta anche dai MEP dell’Adle su iniziativa del capogruppo dell’ IDV – ADLe NIccolò Rinaldi  e dagli altri europarlamentari Idv e Adle.

La votazione ha seguito giorni di infiammate polemiche per  la valanga di critiche che i deputati europei, avevano posto  al Commissario dei diritti fondamentali dell’Unione europea  Viviane Reding, la quale nel discorso introduttivo di un report speech al Parlamento di due giorni fa era stata ritenuta troppo flemmatica  e poco esplicita nel condannare la Francia.

Il ruolo principe che la Francia , in qualità di nazione fondatrice , svolge all’interno dell’ Unione, i suoi provvedimenti di questo agosto nei confronti dei Rom, le  dichiarazioni di Sarkozy che erano seguite ,   sembrano aver messo in crisi  il già delicato equilibrio tra governi e Istituzioni UE.

La Reding aveva dichiarato nel suo rapporto che non avrebbe esitato a sfidare la Francia in Tribunale se si accerterà “la prova solida” che questa abbia violato il diritto comunitario durante l’espulsione , per gli  europarlamentari  ritenuta una vera e propria deportazione, dei Rom di Romania e Bulgaria dalla Francia.

Alcuni euro deputati hanno reagito furiosamente per il suo discorso iniziale  definendolo  “scandaloso” per aver omesso di dire chiaramente se la Francia sia stata o meno in violazione del diritto comunitario.

I nostri servizi legali devono continuare ad analizzare quali sono i fatti realmente accaduti. Non possiamo solo andare lì e dichiarare guerra ad uno Stato membro“, aveva detto  la signora Reding,  difendendosi.

Si può essere certi –  continuava  Viviane Reding  – che se vi sono prove legali in Francia o in qualsiasi altro paese di violazioni del diritto comunitario[n.d.r. sulla libertà di movimento e di circolazione e sul divieto di discriminazione razziale assoluto ], senza alcun problema lo proverò di fronte al giudice“.

Esperti della Commissione  stanno  ancora esaminando se tutti i circa 900 rom deportati dalla Francia in agosto avessero ricevuto un preavviso di un mese, se la misura fosse proporzionata e se ogni caso è stato valutato individualmente – tutti i criteri richiesti dal diritto comunitario.

La signora Reding ha insistito nel dichiarare  che la protezione della UE dei diritti fondamentali è forte quanto la protezione del mercato interno. “L’Europa non è solo un mercato comune, essa è una comunità di valori e diritti fondamentali. La Commissione europea condanna la retorica incendiaria non solo in Francia, ma in molti altri stati“, ha detto, in riferimento al collegamento fatto dal presidente francese Nicolas Sarkozy tra immigrazione e aumento della criminalità.

Parigi ha anche ricevuto una lettera dalla sig.ra Reding martedì scorso in cui si critica il fatto che la Francia non ha completamente recepito nel diritto nazionale la direttiva 2004 UE sulla libera circolazione.

Una speciale “task force” sulla questione dei rom sarà istituita in seno alla Commissione UE per monitorare gli stati membri circa il modo in cui essi utilizzino i fondi comunitari al fine di integrare meglio questa popolosa minoranza nella società ed esaminare  l’efficacia di tali programmi

SI osserva , nei fatti, che dei  27 stati membri, solo in 12 – Bulgaria, Repubblica Ceca, Spagna, Finlandia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia – sono in atto programmi di sostegno mirati per i Rom, per uno stanziamento totale di € 17,5 miliardi di euro.

La Signora Reding ha inoltre chiesto un “consiglio di fabbrica”, una  riunione dei Ministri degli interni, della giustizia e degli affari sociali sulla questione rom – un mini – consiglio quasi , un incontro che dovrebbe avvenire su base annuale, al fine di mantenere questo problema ( la mancata integrazione dei Roma n.d.r.) all’ordine del giorno politico “, e non solo nel mese di agosto “.

 LA Commissaria è infatti dell’idea che “Gli Stati membri non prendono le loro responsabilità per modificare la situazione di fatto del popolo rom“.

Per esempio, una riunione a Cordoba organizzata dalla Presidenza spagnola dell’Unione europea all’inizio di quest’anno ha visto solo due ministri spagnoli, un segretario di Stato francese e ministro finlandese partecipanti, ha osservato.

Il tono più morbido nel discorso iniziale della Reding, che ha elogiato le autorità francesi per lo scambio di molte informazioni e di “rassicurazioni” di non violare il diritto UE  ha seguito di un giorno un incontro tra il capo della Commissione José Manuel Barroso e il presidente francese Nicolas Sarkozy.

Un portavoce di Barroso ha confermato che sulla questione dei rom i due leader hanno convenuto che “non c’era alcun interesse per entrambe le parti per creare una polemica su questa questione“.

 Barroso l’equilibrista.

Nel frattempo nell’ oramai divenuto celebre, “discorso” al Parlamento Europeo,  Manuel Josè Barroso , Presidente della Commisione Europea, aveva dichiarato “Tutti in Europa devono rispettare la legge, e i governi devono rispettare i diritti umani, compresi quelli delle minoranze. Razzismo e xenofobia non hanno posto in Europa“.

Tuttavia il solito equilibrista ( in mano per lo più ai governi) Barroso, messo sotto pressione dagli Euro deputati di dare una risposta chiara sulla questione se egli condivida la politica Sarkozy sui Rom,  sottolineava ai deputati che il dibattito con il commissario Reding,  avrebbe chiarito ogni punto sul ruolo della Ue nei confronti dei governi.

Prove di Equilibrismo e gioco degli specchi di Barroso dunque ma un razzismo decretato a colpi di leggi od ordinanze dalla madre della Rivoluzione Francese e dello  stato di diritto lungi dall’essere fermamente condannato dalle altre istituzioni europee.

Nel frattempo la Francia, il cui premier Sarkozy mira ai voti della figlia di Le pen ( Marine)  fa sapere i un vertice tenutosi in queste ore a Bucarest, che non ha alcuna intenzione di fermare le misure intraprese e che continuerà a reimpatriare i cittadini di Bulgaria e Romania , come li definisce, e che nessuna norma del diritto comunitario è stata violata e che la Romania che ha ricevuto otre 20 miliardi di euro non ha ancora chiarito perchè in merito al problema dei Romas ha speso solo 85 milioni di euro.

IL PUNTO. ROMAS INTEGRAZIONE O ISOLAMENTO  di Emiliano Varanini

Dopo l’infiammante polemica sulle misure adottate dalla Francia e quelle in corso di adozione in Italia dal sindaco Gianni Alemanno ci si chiede quale sia ancora una volta il ruolo dell’Unione Europea quale sovraorganismo ispirato dal mantenimento stabile presso le politiche dei singoli governi dei piu alti principi Umanitari e dei diritti Umani e in sostanza della natura giuridica della convivenza in Europa fondata sul rispetto sul divieto di qualunque  forma di discriminazione di disuguaglianza  di razzismo e di xenofobia.

Il Parlamento Europeo con la Risoluzione di oggi ha spostato sulla bilancia un importante peso politico  della questione dei Roma , sia al suo esterno che al suo interno, dove è riuscita ad esprimere controbattendo l’offensiva della contro risoluzione dei Popolari ,  una  maggioranza composta dai liberal democratici, socialisti e verdi , che potrà essere spesa anche per altre occasioni.  La posizione nettamente politica si staglia  rispetto ai governi e solttolinea i troppi formalismi delle procedure e dell’immagine  delle altre istituzioni. Così facendo l’euro parlamento  ha giocato fino in fondo il suo ruolo e ha ribadito tra le istituzioni di essere il “cuore politico” , ciò almeno fintanto che l’equilibrio all’interno delle stesse sarà ancora minato  dalla sudditanza di alcuni membri dell’esecutivo ai governi di riferimento.

Per tornare al messaggio che doveva mandare esso  è stato mandato ed ha fatto centro : STOP alle misure governative che presuppongano  “Cliches” ispirati dal Razzismo e xenofobia. Stop al razzismo dunque.

MA il tema assai  delicato è lungi dall’essere risolto con un mero diktat politico , e il fatto che ci sia di mezzo la Francia che è uno stato fondatore lo rende ancora   più complesso.

L’integrazione di popolazioni dei ROmas , la loro cultura , il ruolo delle differenze, delle istituzioni UE necessitano di un dibattito meno rozzo delle politiche xenofobe.

Il Parlamento ha sentito che c’era come  c’è ancora  bisogno di ribadire , con una risoluzione , che  uno degli aspetti    nevralgici del futuro dell’unione  è proprio  la posizione  anti xenofoba.  Ma sopratutto la gravità del fatto che essa possa essere fraintesa in ordinanze  e leggi di governi dell’Europa.

 E allora  la risoluzione di oggi mette un punto fermo che  pesa. La debolezza semmai viene  come al solito dalla scarsa  comunicazione  di tale dibattito che investe aspetti molto delicati  e  il ruolo delle altre istituzioni Ue più vicine ai governi e alle pseudo esigenze elettorali.

La Francia ha un passato coloniale molto importante e la questione dell’integrazione tra razze è un argomento articolato e molto distinto dall’attuale situazione italiana. L’equilibrio tra Francesi e Francesi delle colonie nelle baunlies  ha raggiunto  livelli diversi da qualunque altro paese europeo.

Il problema però è che in Europa dagli  anni  ’90, si è assistito alla  nascita dei leader e dei movimenti xenofobi che con le loro propagande ( haider, Pym furtuin, Le Pen  ) hanno rischiato , come rischiano tutt’ora , di infiammare l’Europa.

Ora il dibattito sulla necessaria integrazione tra popoli, i  valori a cui si debba ispirare , il ruolo di questa integrazione nel futuro prossimo dell’Unione Europea , appaiono come temi messo in pericolo da misure governative  troppo grezze oppure volutamente strumentalizzate.

Nulla ovviamente a vedere con quello che accade  Italia dove la minoranza razzista domina la scena con ridicoli atteggiamenti o sceneggiate razziste segretamente covando il desiderio di una  società basata sull’odio che porti loro ( lega e destra razzista) tanti tanti voti .

Al Parlamento europeo dunque è risuonata la campana di battaglia : Dare voce allo spirito dell’Europa rispetto alla fredda posizione burocratica dei Commissari chiarendo  lo spirito dei padri fondatori dell’unione e delle leggi ( la legge difende dagli abusi) e difendere l’uguaglianza e diritti umani.

Sarà sufficiente a respingere gli assalti della facile propaganda delle lobbies che finanziano i razzismi in Europa ?.

Nessuno può ignorare che in Olanda, nelle Fiandre in Germania  nella stessa Francia esistono  partiti che inseguono queste illusorie e facili politiche di spargimento di stupido e gretto odio razziale quasi si volesse rimettere il tempo indietro.

Nessuno può ingnorare che  ancora esiste chi promuove certe pseudo politiche in Europa,  non ostante i campi di concentramento, la condanna unanime del nazismo, la nascita dell’Onu , rimane ancora da interrogarsi , occorrendo prepararsi  ad analitiche riflessioni e a dibattiti affinché non ciò accada mai piu.

Un solo aspetto mi preme  osservare personalmente  e cioè che  nel Mondo laddove esiste la certezza dei diritti umani là  esiste la prosperità  allargata a maggiori strati di fasce  sociali e la floridezza economica. Laddove c’è l’uguaglianza l’emancipazione sociale da certe logiche retrive esiste futuro e sviluppo economico , con ciò osservando che ben ragguardevoli d’altronde, nel mondo, sono le differenze tra le economie basate sulla certezza dei rapporti giuridici e quelle come la Cina dove  certi diritti faticano ancora ad essere rispettati.

Emilano Varanini ( NOIEUROPA)

In Europa esiste  La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che è stata solennemente proclamata una prima volta il 7 dicembre 2000 a Nizza e una seconda volta, in una versione adattata, il 12 dicembre 2007 a Strasburgo[1] da Parlamento, Consiglio e Commissione. La Carta è richiamata da un solo articolo del Trattato di Lisbona con ciò tuttavia dando valore pieno di riconoscimento da parte dell’Unione Europea. Il  riferimento è comunque sufficiente a rendere la Carta giuridicamente vincolante per gli stati membri dell’UE.Il Regno Unito e la Polonia hanno però ottenuto in sede di Conferenza intergovernativa di essere escluse dal campo di applicazione della Carta. Anche la Repubblica Ceca, poco prima della ratifica ha ottenuto un opt-out dalla Carta.

La Carta si rifa nella seconda parte ai principi proclamati nella Convenzione CEDU , la c.d Convenzione Europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo, promossa dal Consiglio D’Europa.

La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali o CEDU è un trattato internazionale redatto dal Consiglio d’Europa,  firmato a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrato in vigore il 3 settembre 1953. LA CEDU è stata ratificata (o vi è stata l’adesione) da parte di tutti i 47 Stati membri (al 22 giugno 2007) del Consiglio d’Europa ed ha a istituito la Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Segue il testo della bozza di risoluzione presentata dall’adle idv sulla Espulsione dei Rom dalla Francia.

ALDE DRAFT RESOLUTION

on the expulsion of Roma from France

Tabled by

by Renate Weber, Sophie In’t Veld, Marielle De Sarnez, Cecilia Wikstroem, Niccolo’ Rinaldi, Sonia Alfano, Ramon Tremosa i Balcells, Leonidas Donskis, Olle Schmidt, Metin Kazak, Luigi De Magistris, Alexander Alvaro, Nathalie Griesbeck, </Depute><Commission>{PPE}on behalf of the ALDE group

The European Parliament,

–  having regard to human rights and fundamental freedoms, the principles of equality and non-discrimination, the right to dignity, privacyand the protection of personal data, the rights of the child, the rights of persons belonging to minorities, as recognized by international and European conventions protecting human rights and fundamental freedoms, notably the UN Convention on the Rights of the Child, the 1994 Framework Convention on the protection of national minorities of the Council of Europe, the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms (ECHR) and the related case law of the European Court of Human Rights,

–   having regard to the Treaties, and notably to Articles 2, 3, 6, 21 of the Treaty on European Union, Articles 10, 18, 19, 45 et seq. of the Treaty on the Functioning of the European Union and to Articles 8, 19, 21, 24, 45, 47, 51 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union,

–   having regard to Council Directive 2000/43/EC of 29 June 2000 implementing the principle of equal treatment between persons irrespective of racial or ethnic origin and notably to the definitions of direct and indirect discrimination, Directive 2004/38/EC of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the right of citizens of the Union and their family members to move and reside freely within the territory of the Member States, Directive 95/46/EC of the European Parliament and of the Council of 24 October 1995 on the protection of individuals with regard to the processing of personal data and on the free movement of such data and Council Framework Decision 2008/913/JHA of 28 November 2008 on combating certain forms and expressions of racism and xenophobia by means of criminal law,

–   having regard to the Communication from the Commission on the social and economic integration of the Roma in Europe (COM/2010/0133), the Reports of the European Union Agency for Fundamental Rights, the Council conclusions on advancing Roma Inclusion of 7 June 2010

–   having regard to its previous resolutions on, inter alia, the Roma, racism and xenophobia, measures against discrimination, and freedom of movement, namely those of 28 April 2005 on the situation of the Roma in the European Union, of 1 June 2006 on the situation of Roma women in the European Union, of 15 November 2007 on the application of Directive 2004/38/EC on the right of EU citizens and their family members to move and reside freely within the territory of the Member States, of 13 December 2007 on combating the rise of extremism in Europe, of 31 January 2008 on a European Strategy on the Roma, of 10 July 2008 on the census of the Roma on the basis of ethnicity in Italy and of 25 March 2010 on the Second European Roma Summit,

–   having regard to Rule 110 of its Rules of Procedure,

A – whereas the French government has decided in an emergency meeting on 28 July, convened to discuss “the problems posed by the behaviour of certain Travellers and Roma” and following the incidents that have had as a consequence the killing of a Traveller of French nationality by a gendarme, for which an enquiry is taking place, that around 300 irregular camps inhabited by Roma and Travellers would be closed within 3 months and that Roma would be expelled to their countries of origin, mainly Romania and Bulgaria,

B – whereas the French authorities have claimed that a “voluntary” and “humanitarian” repatriation was being carried out in return for a compensation of €300 per adult and €100 per child, while press reported and the UN committee on racial discrimination has found that “not all individuals” had given “their free and full consent” or understood their rights, with some Roma declaring of having been threatened with arrest or with forced removal shall they refuse repatriation, while the procedures enacted by the authorities, separating men from women and children, have also raised serious criticism,

C – whereas of the almost 400.000 Roma living in France, 95% of them have French nationality and cannot therefore be expelled or coerced into leaving the country and whereas France has been deporting Roma for several years, including almost 10,000 in 2009 and more than 8.000 this year,

D – whereas 128 camps have been dismantled and 979 Roma have been returned from France to Bulgaria and Romania – of which 151 forcibly and 828 voluntarily – in the month of August;

E – whereas in order to prevent Roma from coming back to France, the recipients of repatriation aid were requested to sign a form and their fingerprints were taken, not to be given this money a second time shall they return to France,

F – whereas the French government also stated that failure to integrate the Roma minority should stop Romania and Bulgaria from joining Schengen if they do not “take up their responsibility” towards Roma, in contradiction to the technical assessment on Romania and Bulgaria’s compliance that was positively endorsed by all member states in the Schengen working group; whereas the Commission has also rejected such proposal by the French government;

G – whereas notwithstanding the fact the fact that the measures taken by the French government have raised widespread criticism at national, European and international level, from NGOs, governments, institutions and religious leaders and organisations, notably the UN (Committee on the Elimination of Racial Discrimination), the Council of Europe (Commission against Racism and Intolerance, Human Rights Commissioner, President of the Parliamentary Assembly) and EU bodies, the French government has continued with the expulsions, receiving only the support of the Italian Interior Minister that had proposed and implemented similar measures in the past,

H – whereas the French authorities have invited Interior Ministers from Italy, Germany, the UK, Spain, Greece and later on Belgium and the European Commission, together with Canada and the US, for a meeting to discuss “immigration” and free movement issues falling under the EU competence to Paris on the 6th of September, to which other Member States where not invited, and whereas the Interior Minister of Italy announced his intention to push for stricter EU rules on immigration and on free movement, notably for Roma,

I – whereas the right to free movement of EU citizens and of their families is a fundamental right enshrined in the EU Treaties and disciplined by directive Directive 2004/38/EC on the right of citizens of the Union and their family members to move and reside freely within the territory of the Member States , which has been the object of a report by the Commission and of guidelines for the Member States on the correct application of the directive,

J – whereas the Commission, as Guardian of the Treaties, has the duty to ensure that EU Treaties and law, as well as human rights and fundamental freedoms, are respected, protected and promoted in the EU and shall react promptly and strongly against clear violations of these, as soon as these happen;

K – whereas such expulsions take place in a context of statements by French government leaders suggesting links between Roma, immigrants and criminality and where proposals have also been made on the stripping of French nationality from anyone of foreign origin who threatened the life of a police officer; whereas across the whole of the EU, there is a rise of hate crimes and racist violence against Roma;

L – whereas the administrative tribunal of Lille has confirmed an earlier court decision of 27 August by ruling against the deportation orders of seven Roma, on the grounds that the authorities had not proven that they were “a threat to public order”,

M – whereas Germany is preparing to return around 12.000 Roma to Kosovo, half of which are children, including German-born children, notwithstanding the call to western European states by UNICEF and the Council of Europe Commissioner for human rights to stop forcibly returning Roma to Kosovo; whereas Sweden has deported some 50 Roma for “begging,” even though begging is not a crime in Sweden; whereas Denmark has summarily expelled Roma in July; whereas other States apply similar policies or have announced new restrictive measures, such as Italy;

1 – expresses its deep concern about the measures taken by the French authorities as well as by other Member States’ authorities targeting Roma and Travellers and providing for their return to their countries of origin and urges them to immediately suspend collective expulsions of Roma; calls the Commission and the Council, as well as Member States, to intervene with the same request;

2 – underlines that these measures are in violation of EU Treaties and law, since they amount to a discrimination on the basis of race and ethnicity and a violation of Directive 2004/38/EC on the free movement of citizens and of their families in the EU, while mass expulsions are prohibited by the Charter of Fundamental Rights and the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms;

3 – recalls that Directive 2004/38 circumscribes the possibility of expelling a Union citizen within very clearly defined limits, notably the fact of being a threat to public order or public security or of being an unreasonable burden on the social assistance system; expulsions decisions have to be assessed and decided individually, taking into consideration the personal circumstances (Article 28), procedural safeguards have to be applied (Article 30), access to judicial and administrative suspension and redress procedures shall be guaranteed (Article 31), expulsions of citizens on grounds of representing an unreasonable burden on the host Member State’s social assistance system is not sufficient in itself to justify automatic expulsion (recital 16 and Article 14), any restriction of freedom of movement and residence based on grounds of public policy, public security or public health cannot be invoked to serve economic ends, shall be proportional and be based solely on the personal conduct of the individual concerned and not on considerations of general prevention and the personal conduct of the individual concerned must represent a genuine, present and sufficiently serious threat affecting one of the fundamental interests of society (Article 27), sanctions laid down by Member States must be effective and proportionate (Article 36) and persons have to be given at least one month to leave;

4 – notes that the expulsions have targeted Roma specifically as a community generically considered as a threat to public order and safety, or as a burden on the social assistance and carried out in an extremely short lapse of time under modalities that included public stigmatization and the use of force and intimidation; no precise individual and case-by-case evaluation can reasonably and properly be done in such conditions; material and procedural safeguards have not been applied and guaranteed; the condition of proportionality has been violated; the measures could have been taken for economic ends or for general prevention; the directive does not foresee any procedure allowing for the facilitated or voluntary return of EU citizens to the Member State of origin on the basis of an economic “compensation”, which would also be contrary to the spirit and letter of the Treaties, since freedom of movement is a fundamental right that cannot be alienated, bought or sold, and would create a discrimination between EU citizens; furthermore, according to Romanian authorities, none of those returned have ever committed a crime in France or in Romania, while French courts have ruled against authorities’ expulsion decisions against Roma that were based on their being a “threat to public order”;

5 – underlines furthermore that the collection of fingerprints of the Roma expelled is illegal and contrary to the EU Charter of Fundamental Rights (articles 21.1 and 2), The Treaties and EU law, notably of directives 38/2004 and 43/2000 and amounts to a discrimination based on ethnic or national origin;

6 – welcomes the statement issued by the Vice-President of the European Commission, responsible for  Justice, Fundamental Rights and Citizenship on 25 August, where “concern” is expressed on the expulsion of Roma from France and stating that “nobody should face expulsion just for being Roma”, while calling “all Member States to respect the commonly agreed EU rules on free movement, non-discrimination and the common values of the European Union, which is a “community of values and fundamental rights”, and notably the respect for fundamental rights, including the rights of people belonging to minorities”, and calls the Commission to act promptly on the basis of the Treaties to ensure that EU Treaties and law are respected;

7 – welcomes and asks to be involved in the “full analysis” announced by the Commissioner of the situation in France and the verification of the conformity of the measures taken with EU law, as well as the exchange of information between the Commission and the French authorities and the workshop proposed by the President of the Commission and the French authorities; calls for such monitoring to cover all Member States;

8 – calls for a European Roma Strategy containing “concrete and forward-looking measures to improve the social integration of Roma” and “measures involving housing, access to the labour market, education and health” to contribute “to improving the situation of the Roma”; calls on the Commission, the Council, Member States and their national governments and regional and local authorities to take on their joint responsibility for the Roma and contribute in this strategy and take appropriate integration measures at their respective level of responsibility, notably Member States of origin and destination; underlines that integration policies can be successful only if they are based on a two-way inclusion process, engaging Roma and the society as a whole, with mutual recognition and respect of rights and responsibilities;

9 – shares the views of the Vice-President of the European Commission responsible for Justice, Fundamental Rights and Citizenship on “the rhetoric that has been used in some Member States in the past weeks” which “has been openly discriminatory and partly inflammatory” and the call to treat “carefully and responsibly” the issue of Roma integration by policy-makers; rejects statements linking minorities and immigrants to criminality, as they perpetuate negative stereotypes which contribute to the stigmatization of and discrimination against Roma;

10 – recalls that free movement of citizens is a EU matter and that consequently, on the basis of the principle of loyal cooperation, such issue shall be discussed within EU institutions and not in restricted meetings to which only some Member States governments are invited; consequently considers the meeting convened by France as inappropriate and believes that the Commission, the Belgian Presidency and those Member States that have been invited should have not taken part in it; calls for  issues of EU competence to be discussed in the proper institutional fora foreseen for it by the Treaties; welcomes the call of the Vice-President of the European Commission responsible for  Justice, Fundamental Rights and Citizenship on the French authorities to engage in a dialogue with all EU Member States to “take on – using the Treaties and the EU Charter of Fundamental Rights as the basis – our joint responsibility for the Roma” and the offer of the Commission to  broker between Member States and to monitor and assess progress being made;

11 – calls French authorities to abide to French law, under which all municipalities (communes) with more than 5,000 inhabitants must establish authorized halting sites for Travellers, while the French Equal Opportunities and Anti-Discrimination Commission (HALDE) found that only 25 per cent of the municipalities under that obligation had done so, leading to an increase of the number of Travellers living in unauthorized halting sites;

12 – reminds the French authorities of their obligations under international human rights law to guarantee the rights of all persons, including Roma and Travellers, inter alia, to adequate housing and underlines that adequate alternative accommodation must be provided, which furthermore encourages their sedentarization and integration; urges France to remove any provisions of French law which are discriminatory against Travellers, such as requiring them to carry travel permits and restricting their voting rights;

13 – reiterates its previous calls on the Member States to review and repeal laws and policies that discriminate against the Roma on the basis of race and ethnicity, directly or indirectly, and on the Council and the Commission to monitor the application by the Member States of the Treaties and of the directives on measures against discrimination and on freedom of movement, notably in relation to Roma, and to take the necessary measures if that is not the case, notably by bringing infringement proceedings;

14 – calls for appropriate funding to be mobilized by the EU and by Member States for projects on Roma integration, for the monitoring of the distribution of these funds to Member States, of how funds are used, of the proper implementation of projects, to evaluate their effectiveness and calls the Commission and the Council to issue a report on this matter together with appropriate proposals,

15 – charges its responsible committee, upon consultation with the Fundamental Rights Agency and NGOs and bodies dealing with human rights and Roma issues, to follow up the issue and to prepare a report on the situation of Roma in Europe, building on previous EP resolutions and reports;

16 – instructs its President to forward this resolution to the Council and the Commission, to the governments and parliaments of the Member States, to the Council of Europe and to the UN.

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2 Responses to “PARLAMENTO EUROPEO.Approvata risoluzione. “STOP RAZZISMO”.ADLE – IDV La bozza di risoluzione”

  1. It is in point of fact a great and useful piece of info.
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