Il vero significato politico dell’elezione di Barroso. Corsa ad ostacoli per una poltrona di Presidente della Commissione Europea.

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NOIEUROPA / BRUSSELS – Alle 12 di mercoledì prossimo i parlamentari europei si incontreranno per la prima sessione legislativa da giugno per decidere se riconfermare  J.M.Barroso Presidente della Commissione Europea .

Una semplice maggioranza costituita da  i membri del partito popolare – il suo partito  – oltre al  supporto di sparuti voti raggruppati qua e la tra i liberali, gli euro scettici e i socialisti,  permetterà all’ex primo ministro portoghese di centro destra, Manuel Josè Barroso, di sedersi sullo scranno più alto della Commissione europea per i prossimi 5 anni.

Manuel Barroso , 53 anni , laureato in giurisprudenza e un master in studi economici  sembra giungere al traguardo  con concrete   possibilità di ottenere un semaforo verde.

Le  polemiche susseguitesi nel mese di Luglio sulla persona di Josè Barroso hanno travasato  in ciascuno degli argomenti chiave dell’agenda della politica  dell”Unione Europea”.

Sulla legittimità di adottare le regole nuove per l’elezione in costanza delle regole vecchie .

Nei  nuovi equilibri mondiali e i nuovi giochi di potere all’interno della Ue.

Sull’eterno dibattito tra Federalisti e Statisti, sulla  carenza di consenso tra i cittadini circa l’Unione Europea e la mondializzazione dell’economia.

Ma anche sulle  priorità ambientali   : tutte “pillole ” che hanno profondamente mutato lo scenario politico da quello che lo vide acclamare cinque anni fa.

Il referendum pro o contro lanciato da i verdi su Barroso  ha costretto l’altro mercoledì lo stesso Barroso ad un dibattito pubblico  che forse sarà utile ai lettori per rendersi conto di alcuni aspetti .

Ovvero se quest’uomo sia la scelta opportuna per imprimere una svolta per il futuro dell’Europa oppure un oggetto misterioso ispirato dal gusto per i  compromessi e forse incarnazione e  personificazione stessa dell’enigma dell’Unione Europea.

Per riassumere i fatti le due settimane passate hanno visto Barroso nella sala del Parlamento di Palazzo Spinelli molto impegnato tra un panino al salmone ,  velluti delle poltrone e  segretarie  con  caffè caldo e quindi riunire anche dieci volte al giorno tutti i capi di tutti le correnti dei partiti.

Il fatto inaspettato è che lo scorso mercoledì nel bel mezzo di queste riunioni il gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo ha fatto sapere che la sua nomina sarebbe stata trattata, a differenza di tutti gli altri gruppi, in un aula e pubblicamente e si sarebbe dovuto avere una discussione pubblica , a porte aperte   senza trattative di vario tipo..

Il “savoir faire” del diplomatico europeo di cui non è sprovvisto gli ha fatto accettare la proposta.

Barroso è un  ex primo ministro e da  uomo esperto di trattative politiche  non poteva ignorare che la sua rielezione si sarebbe tramutata in una corsa ad ostacoli.

Barroso ha avuto coraggio e ricevuta la richiesta di salire su un ring   ci è salito.

Se qualcuno avesse potuto immaginare cosa prova un politico prima della sua elezione consapevole, come Barroso , che tutto potrebbe dipendere da un’ inflessione della voce, dal tono , dai propri nervi , dalla capacità di sudare freddo, dalle proprie capacità di negoziatore delle richieste altrui allora non è difficile immaginare cosa ha provato Manuel quando lo scorso mercoledì ha varcato la soglia della sala d’aspetto del Parlamento Europeo.

Lì  ha trovato ad attenderlo Mr Cohn-Bendit il capogruppo dei verdi e una moltitudine di persone, assistenti, inservienti, commessi parlamentari, qualche giornalista ben informato, giunte li per caso all’improvviso.

Come se in Italia al Parlamento i commessi potessero assistere ad una trattativa politica riservata tra Fini e Casini a quattr’occhi.

Ma di cosa mai devono discutere un candidato aspirante alla poltrona della Commissione Europea :  uno che aspira a diventare uno dei dieci uomini più potenti della terrà secondo la rivista Forbe’s e il capogruppo del quarto partito del più grande parlamento del mondo, quello Europeo ,  con i suoi 736 deputati di 27 differenti Stati e portavoce di oltre 492 milioni di cittadini ?

Forse la gente li presente quel pomeriggio si sarà chiesta come mai non si è ancora assistito ad un vero dibattito pubblico sull’elezione a presidente della Commissione Europea , come mai non leggiamo abbastanza su questo tema? cosa è ? Non è importante ?

I verdi , il quarto gruppo parlamentare sono l’unico gruppo fermamente convinto a sbarrargli la strada e in particolare il loro segretario l’ex radicale e sessantottino tedesco – francese COHN – Bendit, un tipo assai smaliziato e al quale certe tiritere  tipo una poltroncina a me e una te non sembrano impressionare più di tanto.

Ma Barroso portava in tasca il lasciapassare del gruppo di centro destra del partito popolare europeo  oltre alla speranza quasi certa   di ottenere sicuramente i voti mancanti da parlamentari separati di liberal democratici o di socialisti. Ma in cambio di cosa? E soprattutto per fare cosa nei prossimi cinque anni  …?

Ma di cosa mai devono discutere, si sono chiesti i sottopancia di Manuel quando sbigottiti per la prima volta si è chiesto un confronto pubblico al posto di una riunione riservata ?

Se si compara l’elezione negli USA del Presidente B. Obama, uno che parla di “scelte morali “da compiere apprestandosi a riformare la sanità americana , il senso di coesione rappresentato da essa  e il consenso sulla sua scelta da parte del popolo americano, un popolo diviso in stati ma unito “confederalmente” in un unico grande stato gigante, la rielezione di Barroso politicamente e mediaticamente appare come l’elezione di un direttore artistico di un teatro di provincia.

Forse che in questa mancanza di feedback della democrazia europea e dei suoi vertici con gli stessi cittadini europei risiede già il suo primo grave difetto ?

Perché soltanto con i verdi si è avuta una discussione pubblica e gli altri gruppi politici di cosa hanno discusso, a chi hanno raccontato i dettagli delle loro richieste per il rinnovo dell’esercizio del loro mandato ? Mentre Barroso chiedeva loro il voto loro cosa chiedevano ? politica ?

Il gruppo dell’Alde, i liberal democratici per l’Europa, tra cui c’è l’idv, aveva presentato un memorandum con cinque richieste  senza insistere molto su i deficits dell’operato dei precedenti cinque anni della Commissione, tra le quali spiccano il supervisore finanziario dell’europa e la necessaria obbligatorietà di un comune , a tutti i 27 paesi membri,     piano di ecupero economico contro la crisi sociale economica e finanziaria, e quindi di un piano  che sia capace di rilanciare l’economia,  a partire dalle piccole medie e imprese e nel segno delle  moderne tecnologie  e della creazione di risorse energetiche alternative.

Ma quanti giornali hanno pubblicato questo ?

Michael Moore amaramente dice che nel futuro ci saranno meno giornali , meno giornalisti , che gli editori ritireranno gli investimenti e quindi meno periodici e meno informazioni .

Ma come proprio quando ce ne è più bisogno ? Proprio in Europa ? che ha nel decifit di informazione il primo grande problema politico ?

Gli U.s.a hanno Obama e l’Europa Barroso ecco il punto. E chi Barroso si appresta a sostenere.

Torniamo alla cronaca dal Ring di quel mercoledì da leoni nell’aula gremita della sala di aspetto del Parlamento Europeo, tra camice sudate e inamidate e la curiosa presenza di oltre 150 intervenienti senza invito il silenzio attendeva il primo intervento…

Mr Cohn Bendit, ha preso parola chiedendo con tono gentile a Barroso : “Non capiamo – a discapito dei consigli legali che ritengono che la sua nomina potrebbe essere dichiarata illegittima – perché vuoi avere il voto su di te da parte nostra prima dell’esito del referendum in Irlanda sul trattato di Lisbona ?“ ( la risposta sembrerebbe scontata perché dopo il suo peso politico potrebbe essere minore).

Ma  Barroso  replicava per nulla  ingentilito :  “Voi siete totalmente contro di me ( ricorda qualcuno ?) io non capisco i verdi che sono tra le fazioni più a favore dell’ ‘Europa e la convergenza delle vostre posizioni con le mie …cambiamento climatico e i diritti civili, ebbene voi prima ancora di qualsiasi trattativa avete decise STOP Barroso !!” .

Senza peli sulla lingua.

A questo punto il Capo della Commissione ha insistito sul punto che se non fosse stato rieletto ciò sarebbe stato un boomerang per le politiche europee perché l’Europa ha bisogno di essere forte, vista anche la precarietà della situazione economica.

“ Voi siete contro di me . voi siete totalmente contro di me , il che è nei vostri diritti “ ( meno male in questo si differenzia da qualcuno di nostra conoscenza ) gesticolando e battendo sulla pelle verde del tavolo “   Ma non attaccate l’istituzione e dalla quale io presidio interessi per l’Europa “.

” Serve chiarezza e una forte leadership sul strada per Copenaghen ( prossimo global meeting sul cambiatico)” ha concluso stizzito.

Le polemiche sulle proposte della Commissione Europea di investimenti per la riduzione di emissioni nel Terzo Mondo, per chi non lo sapesse, sono infuocate.

Tutte le associazioni ambientaliste mondiali ( e le nostre ?) hanno denunciato gli investimenti stanziati una somma da 2 a 15 bilioni di euro per anno fino al 2020 troppo bassi .

A quel punto la parlamentare Rebecca Harms , gruppo dei Verdi , non ha resistito e gli risposto :” mi dispiace se la tua non rielezione rappresenta un boomerang questa è un opinione che non è stata decisa in tre mesi, ma una posizione politica che la gente ha già preso !”

Si è poi  chiesto a Barroso se egli fosse a favore del grande business ( delle auto ad esempio ) invece che degli interessi del pianeta e della protezione dal cambiamento climatico e lui ha risposto :” c’è questa caricatura che gira su di me che io sia un clown nelle mani dell’industria della grande industria di una sorta di neo liberale, ma la mia è un agenda competitiva  che si lega ai valori sociali dell’unione europea..”

E poi ha continuato : ” Spero che i verdi al di là delle parole vogliano essere con me e le mie politiche su global warming , mi aspettavo al meno dei ringraziamenti per quanto fatto su questo punto. Io ho il nobel che mi esprime congratulazioni nessuno è stato più ambizioso di me sul cambiamento climatico “

“ Sono convito veramente ch e state sbagliando obiettivo “ prosegue “Sono i governi e il loro egotismo che dovete attaccare” e forse su questo non ha neanche tutti i  torti il sig. Barroso.

Philippe Lamberts, un deputato belga, ha chiesto cosa fosse accaduto a Barroso che per fargli cambiare idea sulle sue opinioni nel corso della sua carriere politica.

Prima di diventare primo ministro portoghese , nel partito conservatore, e poi capo della Commissione Barroso ha avuto un passato di gioventù radicale e poi maoista.

Irritato lo stesso replicava “ il mio partito appartiene al gruppo europeo dei popolari e così io posso essere considerato di centro destra ma non sono un conservatore e ha insistito non che sia un crimine esserlo ma io non lo sono, io sono un riformista” “Nella mia giovinezza forse , lo ammetto, sono stato un estremista dell’altra parte, ma tu devi ricordare che a quel tempo c’era la dittatura portoghese , e uno aveva due strade o essere fascista o essere comunista”

E Conh Bendit sarcasticamente “ c’era a quel tempo anche la terza via…. il troskismo se uno lo volesse ricordare …”.

E poi le due parti hanno discusso di agricoltura , e per la prima volta di ogm ( il regolamento adottato lo scorso anno è debolissimo, molto permissivo e permette l’esistenza nel cibo sano di Ogm.) , il diritto delle minoranza linguistiche, la partecipazione dell’Europa nei volo della tortura , durante la guerra del terrorismo, i diritti umani e gli accordi commerciali per lo sviluppo delle nazioni.

Addirittura il meeting ha coperto ogni argomento scibile umano della politica.

Ma Barroso ha poi ricordato la sua opposizione a Guantanamo bay le sue ripetute richieste a Vladimir Putin di trovare il killer della giornalista Anna Politkovskaya, e la sua difesa della libertà di stampa durante la polemica sorta contro l’infame condanna del fumetto danese, poi ha aggiunto che ha lavorato per creare il Commissario dei Diritti Umani nella prossima Commissione .

E dopo ha commentato spiritosamente sul fatto che non fosse di aiuto un parlamentare come un irlandese li presente che ammetteva di non aver letto nemmeno il Trattato.

Alla domanda finale di Cohn Bendit sul fatto di ritenere la guerra in Iraq un errore ha risposto secco :” e’ una questione che non riguarda l’attività della Commissione , questo fu prima che io diventassi Presidente “ “ ma è ugualmente un ‘ importante questione , a quel tempo l’Europa era molto divisa ”. “ Io provenivo dall’esperienza di governo e del parlamento portoghese, e dissi sono contro la guerra m a nel caso ci fosse una Guerra di un ostro alleato democratico contro un regime dittatoriale, come quello di Saddam Hussein , noi non saremmo potuti rimanere neutrali , noi dobbiamo dare un supporto politico al nostro alleato ”

“ Detto questo fu veramente una decisione difficile, forse la più difficile decisione che io abbia mai preso in vita.” Dopodiché il Presidente della Commissione ha dipinto un alone di mistero sulla vicenda ed ha cominciato a comunicare come se ci fosse qualcosa di terribile e mostruoso intorno alla cosa, “ un giorno , non ora, perché sono troppo giovane , scriverò le mie memorie su questo rivelerò delle cose che ora non possono essere rivelate.”

Questo dibattito , forse l’unico intorno alla vicenda della rielezione di Barroso , mette in luce che la sua rielezione appare sempre più significativa non tanto per quello che Barroso è ma piuttosto per quello che non è o non è riuscito a rappresentare in Europa, e sul fatto che più che un politico appare il tutto fare, il tecnico , di un grande politico che non c’è.

Forse Barroso piuttosto che cambiare il programma in funzione delle richieste , piuttosto che dare per scontato che il mondo sia sempre lo stesso di cinque anni fa dovrebbe cominciare a chiedersi di quale Europa abbiamo più bisogno , di quale politiche e forse dovrebbe almeno aiutare a rilanciare il dibattito intorno ad esse.

Come già detto anche sorvolando sul difficile compito di descrivere gli attuali equilibri politici oggi a Bruxelles , il mondo si sta riorganizzando su scale differenti di quelle di una singola nazione, leggi ad esempio Guarino – il corriere della sera 8 settembre 2009 il quale ci racconta che a fine giugno una fitta delegazione USA si è incontrata a Washington con una altrettanto densa delegazione Cinese. E che in quella sede il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato che la cooperazione cino-americana è la novità che caratterizzerà l’intero nostro secolo.

Riprendendo tout –court le parole di Guarino di cui condividiamo l’impostazione iniziale ma non le conclusioni ( Guarino riflette dicendo che gli usa se avessero seguite le regole dell’obbligo del 3% del debito sul bilancio no avrebbe mai potuto investire in tante tecnologie , comprese le militari e il mondo non sarebbe quello di oggi….e quindi l’Europa secondo lui dovrebbe avere un parlamento unito e unico un unico governo e un unico presidente addirittura con poteri al la dello stesso trattato di Lisbona con permesso di spendere i frutti di un rigoroso bilancio nell’ottica del commercio mondiale e del progresso economico (progresso fatto secondo lui di spese già inserite nei vecchi bilanci tra cui quelle tecnologiche e belliche – ne citiamo alcuni passi “…..È implicito il riconoscimento che gli Usa non sono più i responsabili unici delle cose del mondo. Esiste quanto meno un necessario interlocutore, la Cina. ….. In futuro bisognerà tener conto di un terzo Stato continentale, l’India. Ma non c’è sin da ora l’Europa? l’Unione Europea è una entità politica continentale. I suoi titoli, se non superiori, sono quanto meno pari a quelli degli Usa. L’Ue ha un territorio più ristretto, ma per popolazione è terza con 500 milioni circa di abitanti preceduta solo da Cina e India. Pur avendo scarsissime riserve di materie prime, l’Ue è prima nel Pil. Supera, sia pure di poco, gli Usa. È prima nel commercio mondiale ove si escludano le materie prime. Eguaglia sostanzialmente gli Usa in capacità produttiva. Li eguaglierebbe in innovazione se disponesse di un potere di aggregazione di capitali, in funzione della realizzazione di grandi progetti, paragonabile a quello degli Usa. Custodisce la maggior parte dei beni costituenti patrimonio dell’umanità. Per secoli ha trasmesso la sua cultura agli altri continenti. Sarebbe utile per sé e per il resto del mondo se l’Europa assumesse, alla pari con le altre maggiori entità politiche continentali, la responsabilità degli equilibri mondiali. L’Europa non è legata a intrecci di interessi che la obblighino o stimolino a condotte aggressive. Ha un bilancio in pareggio: è un dato importante

Queste parole in ogni caso servono a comprendere questa domanda : cosa potrà fare in futuro in uno scenario come questo da sola la Francia e da sola l’Inghilterra ?

Al contrario di Guarino noi non crediamo che il futuro purtroppo sia solo un problema di PIL e di bilancio in pareggio , e soprattutto di quel bilancio , ma il bilancio e le sue spese dovrebbe avere più corpose voci a favore della salvezza del pianeta ( ecco un nome adeguato per la lla politica ambientale ) e non di spese da sostenere investendo i profitti di bilancio per tirare su il commercio mondiale etc. etc

Riflettendo sulle parole di Barroso, se ci si è associati a livello mondiale per l’anti terrorismo durante i governi repubblicani degli usa , l’umanità oggi non si dovrebbe associare per contribuire al mantenimento della vita su questo pianeta e quindi alla salvaguarda il suo patrimonio ambientale ?

Consapevoli oramai che certi livelli di vita e di produzione debbono essere ridisegnati obbligatoriamente se non si vuole la rovina finale ? I verdi d’altronde questo stanno discutendo e non poltrone e di questo gliene diamo atto : cosa Barroso promette di fare sul cambiamento climatico e sulla riduzione dell’inquinamento ?

I verdi da un lato ritengono Barroso un uomo nelle delle lobbies industriali troppo a favore del libero mercato , della c.d. “ deregulation” e dall’altro troppo compromesso con il potere economico per effettuare una serie concreta di misure contro il cambiamento di maggiore giustizia sociale.

Noi a questo punto ci siamo fatti un ‘opinione,  se Barroso sarà rieletto , in ogni caso sarà una sconfitta per  il dibattito sulle questioni  importantissime  sulla politica  europea.

Un dibattito assente , ivi inclusi  i nostri giornali e una figura quella di Barroso che rappresenta l’incertezza in personificata in Europa su  tutte le domande oggi da fare nell’attuale momento storico e politico.

Emiliano Varanini

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One Comment to “Il vero significato politico dell’elezione di Barroso. Corsa ad ostacoli per una poltrona di Presidente della Commissione Europea.”

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